
Comunicato Stampa
“Sanità a misura di donna”
Le Case di cura Polispecialistica Sant’Elena e Policlinico Città di Quartu del gruppo Kinetika sono state premiate con due bollini rosa il 30 giugno a Roma, nella sala conferenze di Palazzo Marini presso la Camera dei Deputati, in occasione della terza edizione del progetto Ospedaledonna, promosso da O.N.D.A, Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna, che premia con i bollini rosa le strutture attente alle esigenze delle donne.
La classifica è stata stilata da una apposita Commissione scientifica, presieduta da Laura Pellegrini -Direttore Generale dell’Istituto Malattie Infettive Spallanzani di Roma- che ha ridefinito i criteri per l’assegnazione dei bollini per una migliore selezione delle strutture.
I requisiti sono: la presenza di unità operative per le malattie di genere, la presenza femminile in posizioni dirigenziali con almeno 3 donne nel Comitato Etico, personale infermieristico prevalentemente femminile, produzione di pubblicazioni scientifiche su patologie femminili.
Le strutture premiate verranno monitorate per verificare che i requisiti siano mantenuti e, per chi ha ottenuto meno di 3 bollini, migliorati per ottenerne 3.
E’un’ iniziativa che mette al centro le esigenze delle donne con l’obiettivo di identificare nel panorama sanitario nazionale gli ospedali a loro più vicini. Le donne, infatti, rappresentano la principale utenza dei servizi sanitari. Ma quando si ammalano devono fare i conti con ospedali ben poco “a misura di donna”, in cui le peculiari esigenze femminili a volte sono trascurate. Pensiamo a momenti come il parto, alla fecondazione assistita, alle malattie sessualmente trasmesse o all’aborto, alla patologie legate all’età, alla menopausa, ai tumori, in particolare al seno, all’utero e all’ovaio, i disturbi cardiovascolari, le malattie psichiche e neurodegenerative.
Attraverso il progetto dei bollini rosa è stato dunque messo in luce un problema: il modello maschile finora utilizzato negli ospedali non può funzionare anche per le donne. E non solo per quanto riguarda l’ambito strettamente femminile, ma anche in altre situazioni che presentano caratteristiche diverse tra uomini e donne. La medicina di genere in Italia dovrebbe prendere esempio dagli women’s hospitals statunitensi, centri organizzati per le diversità di genere.
Ma finalmente anche in Italia l’ospedale per le donne è un traguardo raggiungibile. I dati parlano chiaro: sono ormai 230 gli ospedali in rosa presenti su tutto il territorio nazionale. La novità di questa terza edizione del progetto è la presenza di eccellenze anche nel sud e in provincia. In particolare, la Casa di Cura Polispecialistica Sant’Elena e il Policlinico Città di Quartu sono le uniche strutture sanitarie private della Sardegna premiate con ben due bollini rosa.
Tre bollini sono invece stati assegnati all’azienda ospedaliera G. Brotzu di Cagliari e all’ ospedale San Francesco di Nuoro.
Imperativo degli ospedali rosa è l’aspetto psicologico e sociale. “Il nostro centro di Senologia e Chirurgia della Mammella, afferma Alberto Scanu, Amministratore Delegato di Kinetika Sardegna, si dedica alla creazione di una cultura della prevenzione per far sì che le donne non si preoccupino solo della salute della famiglia, ma prestino maggiore attenzione anche alla loro. I punti di forza di questa Unità Operativa, diretta dal Dottor Paolo Campagna, infatti sono: l’ambulatorio di senologia, aperto al territorio, finalizzato alla prevenzione (visite, mammografie, ecografie) e alla realizzazione di procedure mininvasive; i trattamenti chirurgici, in regime di ricovero o day surgery, dei tumori della mammella nel rispetto degli standards qualitativi richiesti dalle attuali linee guida (chirurgia conservativa, demolitiva, ricostruttiva, oncoplastica, bíopsìa del linfonodo sentinella); le terapie integrate e la collaborazione interdisciplinare tra chirurghi, oncologi, chirurghi plastici, anatomo-patologi, psicologi, medici nucleari; i percorsi umanizzati predefiniti e più agevoli.
I 2 bollini rosa sono dunque un riconoscimento importante, che premia lo sforzo della struttura di promuovere politiche di genere nell’erogazione delle cure mediche.”.




