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Visita Pre-operatoria

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L’atto anestesiologico, nella sua completezza, consta di tre fasi distinte ma inscindibili:
•    Visita anestesiologica
•    Anestesia
•    Assistenza postoperatoria

La riuscita di una “buona” anestesia, perciò, dipende dalla “bontà” di ciascuna delle tre fasi.

La scelta della  tecnica anestesiologica, infatti, dipende dalla valutazione del paziente almeno quanto dal tipo di intervento, dal contesto ambientale in cui si opera e dalla possibilità di praticare un’adeguata analgesia postoperatoria.

La visita anestesiologica è il primo passo della procedura e consiste in
1.    Anamnesi accurata
2.    Esame clinico
3.    Controllo esami
4.    giudizio di operabilità
5.    Giudizio prognostico
6.    Consenso informato.

Tutto ciò si dovrà svolgere contestualmente nell’ambito della consulenza anestesiologica.

Al momento della visita il paziente dovrà portare con se la documentazione clinica in suo possesso riguardante precedenti ricoveri, interventi chirurgici  erelative anestesie. La cartella clinica del reparto richiedente dovrà riportare chiaramente la diagnosi, il programma chirurgico. e gli esami praticati onde poter fare una valutazione complessiva e poter formulare un giudizio di rischio anestesiologico che comprenda sia la fase intra che postoperatoria.

Al termine della procedura  il pz potrà apporre la sua firma sul “consenso informato” in piena coscienza di ciò che le sarà praticato e sui rischi a ciò connessi.

a)    Visita anestesiologica
Durante la visita l’anestesista decide la tecnica di anestesia e la preparazione alla procedura,
in funzione della propria valutazione e della procedura programmata, prendendo in considerazione le richieste formulate dal paziente (o dai genitori ove questo sia un minore, ovvero dal tutore se si tratta di soggetto sottoposto a tutela) e le indicazioni fornite dal medico richiedente.
Sulla base dei dati clinici raccolti, il medico anestesista può ritenere controindicata l’anestesia, o decidere di posticipare la procedura diagnostico-terapeutica. In tal caso deve informare il medico richiedente e il paziente.

b)    Informazione e consenso del paziente
Il consenso informato all’anestesia è il principale documento che evidenzia l’informazione e la partecipazione del paziente al processo decisionale all’interno del rapporto medico-paziente .

Con questa procedura viene stabilita una valida comunicazione tra medico e paziente e assicurato  il riconoscimento del diritto del paziente ad accettare o rifiutare le opzioni diagnostico- terapeutiche propostegli. Dall’altro lato viene  riconosciuto il diritto del medico ad avere la conferma, con valore legale, che il paziente abbia compreso i potenziali rischi e benefici legati alla procedura cui verrà sottoposto e il ruolo del medico anestesista.

Nel corso del colloquio il paziente viene informato delle sue condizioni generali, della tecnica di anestesia prescelta (generale, locale, locoregionale, sedazione) con i relativi rischi e complicanze connessi, e della possibilità che la tecnica di anestesia venga modificata nel corso della procedura. Il paziente viene inoltre informato della eventualità di ricevere trasfusioni di sangue omologo o autologo.

L’informazione del paziente ha lo scopo di ottenere il consenso valido e rispondere ad eventuali sue pertinenti domande.

In caso di minore o di incapace deve essere richiesta l’autorizzazione dei genitori o del tutore.

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